Depenalizzati percosse e lesioni. Segno del destino?

Allora, facciamo che oggi, lasciati i miei figli minorenni in strada, magari scalzi che così

imparano meglio, faccio in salto nel mio finto ambulatorio ed estraggo un paio di denti a

degli ignari pazienti che mi immaginano medico dentista.

Con l’occasione accedo al database dell’Azienda Sanitaria Locale grazie ad un accesso

illegale fornitomi da un mio amico hacker per piazzare un po’ di quel dentifricio di mia

produzione fatto con il silicone e la sabbia del Lago di Caldonazzo. Esco con l’ automobile

che ho preso a noleggio e mai restituito; per strada tiro giù, così per ridere, una centralina

telefonica e verso una piccola quota a Calogero, eminente mafioso che conobbi fin dai

tempi della scuola e che ora non se la passa molto bene. Sempre per divertirmi, incastro

uno scambio della linea ferroviaria Trento Bassano e mi posiziono, brache calate, nei

pressi della stazione con la gioielleria di famiglia bene in vista. Mentre arriva il treno,

telefono al mio ufficio ed obbligo la mia segretaria a rimanere ferma in piedi senza

muoversi fino al mio ritorno se non vuole essere licenziata, così impara quella zoccola a

rifiutarmi. Chissà perché fa tanto la schizzinosa, le era piaciuto l’altra sera dare spettacolo

e farlo al parco davanti ad una ragazzina di tredici anni.

Sapete cosa ho fatto? Ho violato, in rigoroso ordine alfabetico, undici norme penali,

dall’Abbandono di persone minori alla Corruzione di minorenne, tra le prime diciotto delle

centododici che probabilmente saranno depenalizzate, come prevede il DL in viaggio

verso l’approvazione nelle austere, ma mica tanto, stanze del potere politico.

E son solo le prime diciotto ma avrei potuto proseguire, che so, ammazzando un pedone

nascondendone il cadavere, truffando alcuni vecchietti, mangiando a sbafo in un ristorante

di lusso, piazzando dei bambini a mendicare, frantumando vetrine di negozi e automobili

in sosta, rubando, fabbricandomi degli ordigni esplosivi, frodando aziende e privati,

ingiuriando, maltrattando animali, mandando a fanc… dei poliziotti in strada, sostituendomi

ad un’altra persona .

Crimini lievi dicono loro!

Bene, tra i reati che questi signori stanno depenalizzando perché lievi, ci sono anche le

percosse e le lesioni.

Che sia un segno del destino?

S’i fossi criminal incasserei

Molto bene, una legge davvero sensata.

Allora facciamo il conto:

Due anni in un corpo di guardia di Bolzano, inverno sotto zero col riscaldamento spento ed un fornello a gas che mi ustiona le caviglie e mi avvelena i polmoni;

Settimane nella piccionaia della caserma Sant’Ambrogio di Milano, letto sul corridoio appena prima della porta dei gabinetti utilizzati da qualche centinaio di colleghi. Sveglia obbligata ad ogni sciacquone.

Aggregazioni in strutture della Polizia di Stato, lavandini inutilizzabili, finestre rotte, materassi sfondati, docce abitate da animali acqua fredda.

Centinaia di turni a piantonare i detenuti, in reparti di ogni genere con malattie di ogni tipo senza un qualsiasi supporto igienico, niente mascherine né guanti, nessuna possibilità di allontanarsi o di potersi lavare almeno le mani.

Altre decine di giornate in un puzzolente sottoscala tra i gas di scarico dei garage e il deposito dell’immondizia condominiale a vigilare sull’abitazione di un importante politico milanese (ora deceduto, pace all’anima sua ma chi c’è stato sa di cosa parlo…)

Ore ed ore per giorni e giorni dentro un furgone sul bordo di una strada con la temperatura che sale e sale e le esalazioni di chissà quale sostanza chimica dei lacrimogeni che filtrano dallo scatolone; qualche lacrima e un persistente groppo in gola e non perché assalito dalla nostalgia…

In totale siamo ad oltre tremila giorni. Secondo la legge mi spettano otto euro al giorno di risarcimento per le subite condizioni inumane o degradanti, in tutto circa ventiquattromila euro.

Un piccolo particolare mi separa da questo tesoretto.

Non sono un criminale.

L’ordine delle cose

sergioGli alpini trentini sfilano a Pordenone con un fiocco giallo in solidarietà ai nostri marò ingiustamente detenuti in India.

Sugli spalti si indossano magliette e si srotolano striscioni in solidarietà di chi ha ucciso un poliziotto.

In una piazza si tiene un sit in per tre poliziotti incarcerati per un condanna che non prevede la detenzione.

I media approvano, promuovono inchieste cercando le motivazioni del gesto, gridano allo scandalo.

I politici tacciono imbarazzati, intervengono compostamente, sollevano un putiferio minacciando l’adozione di misure straordinarie.

Se solo l’ordine delle reazioni fosse diverso saremo in un Paese normale.

Piccola dolce Alice

Un piccolo spunto di riflessione a chi segnala con i fari i posti di controllo delle forze dell’ordine….

 

 

Non è stato neanche difficile…

Qualche giorno per farle prendere una po’ di confidenza, una semplice caramella, sembra da non credere, come nei racconti delle mamme…

Carina, treccine bionde ed un vestitino a fiorellini.

E’ bastato afferrarla per un braccio e trascinarla dentro in macchina, mentre giocava in giardino con la sua bambola. Adesso la mia bambola è lei. Una piccola dose di cloroformio, eccola là addormentata dietro il mio sedile.

Ci divertiremo piccolina, appena ti svegli, vedrai…

Basta trovare un posto tranquillo, lontano da occhi indiscreti, via da questa strada trafficata.

Ma che vogliono questi?

Perché mi fanno i fari incrociandomi, perché mi lampeggiano?

Vuoi vedere che…

Mi segnalano una pattuglia della Polizia sulla strada.

Un posto di controllo, un posto di blocco. Temono che mi possano fare una contravvenzione per la velocità…

Devo svicolare prima.

Grazie amici.

Grazie della preziosa segnalazione.

Grazie anche a nome della piccola Alice.

Levico Terme ospita il mio libro

sergioOrganizzato dalla Biblioteca Comunale arriverò a Levico Terme il 6 maggio alle 17 alla Sala del Consiglio per incontrare i lettori.

Un poliziotto vero, che attraverso le imprese dell’ispettore Tommaso Costalta, detto “Javert” dai vecchi colleghi della Questura di Trento, racconta quello che nei verbali ufficiali della sua Volante proprio non poteva scrivere.

Al termine del servizio redigere dettagliata relazione

“I ritagli, le limature, i sentimenti e gli aneddoti di molti interventi di Polizia, li ho pazientemente messi da parte, giorno dopo giorno, nel mio personale cestino delle cose da non scrivere, fino a formare un consistente malloppo di “rapporti apocrifi”.

Non c’è nulla di falso negli atti ufficiali che prendono la via degli uffici giudiziari, e tanto meno nelle testimonianze che i poliziotti forniscono nelle aule dei Tribunali, ma forse a quella formula che noi poliziotti recitiamo ogni volta davanti al giudice: “Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza”, andrebbe aggiunto un: “escluse le lacrime che ho visto, i brividi che ho provato, la gioia che ho sentito, il calore che ho trasmesso, la riconoscenza che ho percepito, la solidarietà che ho scorto”.

Il lavoro di Paoli è un caleidoscopio di mirabolanti imprese con strampalati cittadini non sempre vittime della società, tra sgommate, inseguimenti e rischi di cappottamento per le strade di una Trento ritratta con poesia e passione.

Javert vive la sua città per lo più di notte, alla ricerca perenne del successo nelle tecniche di seduzione rivolte alla sua Wendy, con la consolazione di una birra rigorosamente rossa e la fissazione di produrla in casa, in mezzo ai sedicenti suicidi, vecchine truffate, patetici giganti alle prese con mogli infedeli, artiste del sesso e gare di vibratorini sul tavolo della Questura.

L’opera, seppure non nuovissima, sta vivendo una stagione di rinnovato interesse,tanto che recentemente è stata ospite nella rassegna “Incontri con l’autore” di Dobbiaco, accanto a scrittori del calibro di Mauro Masi, Vittorio Sgarbi e Francesca Melandri.

Toccante e coinvolgente la lettura che ne ha fatto a gennaio Amelia Tommasini nella trasmissione “Viaggio nella scrittura” a Radio Dolomiti, esaltandone le sfumature più poetiche e passionali.

A Levico, Sergio Paoli e il pubblico saranno moderati, o come promette il manifesto, “provocati” da quel Roberto Laino, già anima e voce del gruppo musical demenziale Articolo 3ntino, scioltosi da poco con estremo dispiacere dei numerosissimi fan.

paoliDue punti di osservazione diversi delle genti, dei fatti e delle situazioni del nostro Trentino, che si incontrano nella felice capacità di entrambi nel coglierne i tratti più caratteristici per raccontarli con ironia e passione, chi in musica chi nei racconti.

Tra i nuovi racconti di Sergio Paoli, che Così e Cosà, rivista satirica on line pubblica mensilmente, c’è un omaggio ad uno dei personaggi più famosi usciti dalla mente di Roberto Laino, lo spericolato guidatore dell’Alfa Turbo I.E. Tullio Pinter.

Come Sergio Paoli e Roberto Laino si incontreranno nella Sala Consiliare di Levico Terme, così Tommaso Costalta detto Javert ha incontrato Tullio Pinter. Sarà una coincidenza?

Tweet di Coisp Trentino (@Coisp_Trentino)

Coisp Trentino (@Coisp_Trentino) ha twittato alle 11:12 p. on sab, mar 30, 2013:
Ecco perché Sergio Paoli e Roberto Laino assieme a Levico: Concerto per freno a mano e frizione http://t.co/yHrP9GH8m6 via @Sergio_Paoli
(https://twitter.com/Coisp_Trentino/status/318123474319208449)

Scarica l’app ufficiale di Twitter da https://twitter.com/download

Tweet di Sergio Paoli (@Sergio_Paoli)

Sergio Paoli (@Sergio_Paoli) ha twittato alle 3:25 p. on ven, mar 08, 2013:
Al termine del servizio redigere dettagliata relazione. Presentazione a breve con provocatore di razza. A Levico. http://t.co/Zw4vfWOoN9
(https://twitter.com/Sergio_Paoli/status/310033550621671425)

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