TERZA PUNTATA
I guerriglieri
Questa categoria è quasi esclusivamente composta da tendaroli, con qualche eccezione camperistica. Arrivano con un mezzo 4×4 rigorosamente verde militare, una sorta di Hammer da 8 cilindri 800 cavalli che potrebbe superare tranquillamente il Piz Boè sul Pordoi con pendenze del 48 percento, ma di solito arrivano da Cinisello Balsamo, dopo 400 chilometri di vibrazioni e fracasso consumando due ettolitri di benzina.
La loro piazzola è fuori mano, lontana da ogni comodità, bagni, acqua, piscine, bar, negozio. Montano una tenda (rigorosamente verde mimetico) sul tetto del loro mezzo, alla quale si accede solo in cordata doppia. Tutto attorno scavano un fossato, piazzano un’antenna da 15 metri e un pennone per l’alzabandiera mattutino. Ad operazioni concluse la postazione è pressoché invisibile a chiunque, perfettamente mimetizzata nell’ambiente. Ci sono gruppi di “guerriglieri” che riescono a soggiornare per mesi senza che la direzione del campeggio si accorga della loro presenza.
I tedeschi
I tedeschi affrontano la vita da campeggio con delle cadenze, che noi italiani fatichiamo a comprendere. Questa “setta” di campeggiatori non è necessariamente originaria della Germania, si contano seguaci di altre zone del nord Europa e addirittura qualche mediterraneo convertito, ma i capostipite di questa concezione vacanziera sono stati sicuramente loro. Probabilmente condizionati dai geni di Odoacre, primo re Barbaro in Italia che notoriamente non portava un orologio, si alzano alle prime luci dell’alba e alle 8 sono già in fila (ordinata) davanti al negozietto per comprare il pane. Bevono un paio di cappuccini al bar e alle nove sono in fila all’ingresso della piscina (che apre alle 10). Alle 10.30, quando il campeggiatore italiano medio si beve il primo caffè, trangugiano un cappuccino al bar della piscina. Alle 11 hanno già preparato il pranzo in piazzola. Alle 11.30 hanno terminato il pasto e alle 12, dopo aver lavato i piatti, vanno al bar a bere un cappuccino. Là incontrano i soliti italiani che si stanno gustano il secondo caffè.
Alle 13 sono in spiaggia, che lasciano inderogabilmente prima delle 16. Per strada bevono un cappuccino e incrociano quelli di prima, che a quell’ora, in spiaggia, ci stanno arrivando.

Alle 18, dopo aver cenato, lavato i piatti e bevuto un cappuccino sono in fila (ordinata) per la Baby Dance, sfoggiando un candido calzino bianco sotto il sandalo lucidato. Alle 20.30, in fila dopo il cappuccino della buonanotte, rientrano in piazzola per la nanna. Nel tragitto incrociano quelli che hanno giusto lasciato la spiaggia, ma solo per andarsi a prendere una pizza e tornare in riva al mare.
Il naturista timido
Solitamente maschio, solitario, oltre i cinquant’anni. Vorrebbe tanto frequentare un campeggio naturista ma non ne ha il coraggio…
(continua…)
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