SECONDA PUNTATA

A prescindere dalla tipologia dei campeggiatori, camperisti, rulottisti e tendaioli, (la scorsa puntata li ho chiamati tendisti ma sono stato prontamente ripreso. Mi scuso con gli interessati), è bello vedere come convivano, in quella terra di mezzo che è il campeggio, diverse scuole di pensiero. Vediamone alcune.

I precisini

Nulla viene lasciato al caso. Si presentano al cancello alle prime luci dell’alba per essere i primi ad entrare e scegliere la piazzola “giusta”. Fanno una visita preliminare e misurano la grandezza dell’area, la distanza dai bagni, dal market, dalla spiaggia, dai bidoni delle immondizie, dal bar e dalle griglie comuni. Stimano l’altezza degli alberi, la proiezione dell’ombra, la possibilità di piazzare un amaca, estraggono bussola, sestante, cerchio meridiano ed eliometro, poi inseriscono i dati in un’applicazione per valutare la ponderatezza della scelta. Nel frattempo una combriccola di campeggiatori “molla e vai” che vedremo poi, gli ha già fregato il posto scaricando l’attrezzatura nella piazzola e dileguandosi.

Quando hanno effettuato la loro scelta, nel primo pomeriggio, iniziano il montaggio della loro attrezzatura. Non è mai eccessiva ma è sicuramente impeccabile. Verande, tappeti e cucinotti sembrano appena usciti dal negozio e i tendalini sono tesi all’inverosimile, “a balestra” come direbbe Barbieri in Quattro Hotel . In un campeggio di Castiglione della Pescaia la settimana scorsa è caduta una pigna che è rimbalzata su uno di questi tendalini ed è rimbalzata fracassando la vetrata di un barbiere sull’Isola d’Elba.

Verso sera la loro piazzola è pronta e così perfetta che sembra uscita da una rivista di “Campeggio Glamour”. I precisini si muovono là dentro con aggraziata leggiadria, attenti a non toccare e a non spostare nulla che possa incrinare il delicato equilibrio tra eleganza e precisione. Nessuno li ha mai visti cucinare o mangiare là dentro. Solo alla sera utilizzano le loro perfette poltroncine in tinta, rimanendo immobili per non alterarne la perfetta simmetria.

Solitamente i precisini non hanno figli e se li hanno, sono precisi i ed impercettibili.

Gli essenziali

Per l’essenziale, che sia tendaiolo, camperista o rulottista, quasi tutto è superfluo. Arriva, piazza il suo mezzo o monta la sua tenda, e completa il tutto con un mini tavolino, sgabelli (tanti quanti i componenti) o al massimo sedie ad ombrello e fornellino a gas ad un fuoco. Nessuna copertura, nessun tappeto e nessuna luce. A volte si concede una corda per appendere i costumi ad asciugare. Di giorno si vede poco. Compare alla sera maneggiando furtivamente una torcia di solito esageratamente potente, con la quale fulmina ed acceca gli ignari vicini. Al mattino è tra i primi ad alzarsi per prepararsi il caffè sul fornellino con la moka da dodici.

(continua…)


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