Emergenza o no, la lenta macchina dello Stato, guidata da pedanti e inetti burocrati, si illude ancora di risolvere tutto con l’arma inopportuna e velleitaria della burocrazia. Ricordo le espulsioni amministrative dall’Italia, seriosi fogli di carta che trovavano ottimale utilizzo nella costruzione di migliaia di canne e nulla più o le maniacali depenalizzazioni, ottime per schivare il carcere a bordo di modelli f24 da pagare.

Ora, beata ingenuità, ci risiamo. Con una frequenza che richiama una patologia ossessivo-compulsiva, sfodera ogni due giorni nuovi modelli cartacei di autocertificazione che a migliaia ingolfano gli uffici di Polizia, per poi finire verosimilmente sulle scrivanie dei Procuratori assieme alle altrettante denunce per violazione all’articolo 650 c.p..

Insomma ancora una lotta con armi di carta.

E per di più oblabili.

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