Mettere sullo stesso livello chi ha il colesterolo basso per predisposizione genetica, nonostante abbuffate di cotechino, di formaggi e di lardo con chi si sottopone ad estenuanti diete ipolipidiche mangiando crusca e carote, disertando aperitivi e spritz e correndo come un criceto nella ruota non è umanamente accettabile.

La protesta contro il sistema valutativo italiano è oramai una tendenza che non conosce freni e fa proseliti anche nel ligio Trentino.

L’ultimo ribelle è un pensionato di 61 anni, presentatosi ieri, dopo una regolare prenotazione al servizio on line Trec della Provincia Autonoma di Trento, in un punto prelievi della Valsugana (TN) per sottoporsi ad un prelievo del sangue per degli esami di routine Al momento del prelievo, l’uomo – che per rispetto della privacy chiameremo “Trentaquattresimo Trentino” – si è rifiutato di sedersi sulla poltroncina e di conseguenza di sottoporsi all’esame.

Nessuno dei presenti aveva intuito le reali intenzioni del Trentaquattresimo Trentino: “Sembrava una persona tranquilla, ricordo che fischiettava anche una canzone di De Andrè” ha dichiarato una signora in fila con lui nella struttura sanitaria.

Rimanendo in piedi con le braccia incrociate, il Trentaquattresimo Trentino ha rifiutato di sottoporsi al prelievo rilasciando una dichiarazione, poi ripetuta alla stampa, all’imbarazzato infermiere in servizio: “Sono schifato dai meccanismi di valutazione medica, dall’eccessiva imposizione di competitività e dalla mancanza di empatia del personale sanitario. Non vedo perché il livello del mio colesterolo dovrebbe essere incasellato con un’arida valutazione numerica che non tiene conto del mio percorso umano. Mettere sullo stesso livello chi ha il colesterolo basso per predisposizione genetica, nonostante abbuffate di cotechino, di formaggi e di lardo con chi si sottopone ad estenuanti diete ipolipidiche mangiando crusca e carote, disertando aperitivi e spritz e correndo come un criceto nella ruota non è umanamente accettabile. E’ ora di dire basta!”
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Il Ministro della Sanità Orazio Schillaci ha già fatto sapere che non saranno tollerate ulteriori emulazioni. Pare sia già allo studio un provvedimento che impedirebbe, a chi si rifiuta di sottoporsi agli esami, di consumare e acquistare insaccati, derivati del latte e fritture di ogni genere oltre al ritiro delle tessere fedeltà di qualsivoglia rivendita alimentare.

A livello locale le reazioni sono caute. “Se vietiamo luganeghe, burro e formaggi, mettiamo fuori legge il novanta percento dell’alimentazione locale ” pare abbia dichiarato non ufficialmente un esponente della Provincia Autonoma di Trento.

Il Trentaquattresimo Trentino è l’autore de L’ORA DEL BACO.

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