LA RIVINCITA DEI COMPRIMARI

Le prime puntate di Happy Days, noi Boomer italiani le abbiamo viste in bianco e nero, sul primo canale Rai, un paio d’anni in ritardo rispetto ai nostri coetanei stelle e striscie che proprio oggi ne festeggiano i 50 anni.

Eravamo grosso modo coetanei dei protagonisti, le nostre High School erano il liceo, i geometri o le ITI, il nostro Arnold’s era il Bar Bianco a Pergine e anche noi impiegavamo con ossessione gran parte delle nostre risorse mentali per giungere finalmente alla metaforica “prima base” o magari oltre (questa non ha corrispettivi nel nostrano gioco del calcio, ma la “prima base” corrisponde al baciare una ragazza o un ragazzo, nella seconda ci si tocca, ma al di sopra della cintura e via di seguito fino alla “casa base” o quarta casa).

Fu quindi naturale immedesimarci anche nei personaggi, gioco che non abbiamo mai smesso di fare e che tuttora fate anche voi, non negatelo. Chi non si è immaginato al posto di Clint Eastwood con la Colt in mano, come Tom Cruise a bordo di un F14, John Travolta che volteggia vestito di bianco o Rocco Siffredi che intrattiene piacevolmente un ricco stuolo di madamigelle? E voi Signore, non vi siete forse viste come o anche meglio di Jennifer Beals in Flashdance, di Susan Sarandon o Geena Davis in Thelma e Luise, come l’imperatrice furiosa Charlize Theron o nei panni della Vedova Nera Scarlett Johansson?

Con Happy Days però accadde qualcosa di diverso. I protagonisti, se ricordate, erano l’impacciato e davvero sfigatello Richie, il buffone Ralph Malf e il perennemente allupato Potsie (che a me ricorda Howard Wolowitz di Big Bang Theory). Come potevamo immedesimarci in quel gruppo di nerd?

Fortunatamente però, dall’ombra della sua officina, ecco apparire il nostro salvatore, personaggio secondario e dalle poche iniziali battute, relegato a far da comprimario ai tre, che piano piano si prende lo spazio che merita e diventa il nostro indiscusso eroe.

Henry Winkler, l’inarrivabile Fonzie, che metteva i dischi con un pugno sul Juke Box e stendeva frotte di adolescenti a suon di baci sulle labbra.

Auguri Fonzie, è stata la rivincita di noi che non eravamo mai i migliori, che arrivavamo sempre dopo, relegati in seconda fila e offuscati dai belli della classe. Adesso possiamo, a ragione vantarci per aver contribuito alla tua riscossa, spinti da un incrollabile sete di giustizia.

O forse, più materialmente, perchè eri l’unico ad essere giunto in “casa base”.


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